Covid, chiamo “‘e esercito”

La destituzione, forse è giusto chiamarla così, del Commissario straordinario Domenico Arcuri e la sua sostituzione con il generale Francesco Paolo Figliuolo è un magnifico esempio del nuovo modo di governare del Presidente del Consiglio Mario Draghi.

Nelle farmacie, nei supermercati, negli ambulatori e negli ospedali oggi si trovano le mascherine, che  prima dell’arrivo di Arcuri drammaticamente scarseggiavano. Nelle terapie intensive degli ospedali non mancano più  gli indispensabili ventilatori, che  prima del lavoro di Arcuri spesso erano insufficienti. Milioni di nuovi banchi, a seduta singola, sono giunti nelle scuole italiane, in tempo record,  tra settembre e novembre dello scorso anno, adempiendo ad una condizione che avrebbe favorito la riapertura delle scuole. Milioni di italiani, infine, hanno sperimentato in questi ultimi due  mesi la possibilità di essere vaccinati, in luoghi e con l’assistenza di personeche hanno dato la misura di una organizzazione finalmente degna di uno stato civile.

Ebbene, Arcuri viene rimosso, mentre si parla delle indagini su persone che  sarebbero state favorite negli appalti per  la fornitura di milioni di mascherine. Vedremo quale sarà il corso delle  indagini. La testa di Arcuri, in verità, è stata chiesta da persone e partiti della destra (Lega in testa) che  hanno  dovuto fronteggiare scandali e clamorose incapacità organizzative, durante la  pandemia, nelle regioni dove governano,

Mario Draghi, forse, di questo avrebbe dovuto parlare: la pandemia ha dimostrato che  il rapporto tra governo centrale e regioni è squilibrato. Troppi gli ostacoli  che  le Regioni pongono ad una corretta gestione delle  emergenze sanitarie. L’opinione pubblica questo lo ha compreso bene e sarebbe  pronta a sostenere un governo che  riveda il ruolo delle regioni in materia sanitaria.

Su questo centrale problema, Mario Draghi invece tace perchè entrerebbe  in rotta di collisione con i partiti che lo sostengono ed i  loro emissari regionali.

Il nostro nuovo Presidente del Consiglio invece vola  alto.  Ribadisce, ad esempio, nei giorni scorsi, la sua personale  fedeltà ai principi dell’Atlantismo, che  vuol dire prioritaria alleanza tra Stati Uniti ed Europa. Tuttavia, proprio sul tema dell’approvvigionamento dei vaccini, anche Mario Draghi ha dovuto prendere atto delle direttive del Presidente Donald J. Trump, confermate da Joe Biden, che  impongono alle fabbriche presenti negli Stati Uniti di produrre e consegnare i vaccini alle autorità sanitarie americane, anche a costo di stracciare contratti con altri Stati, Unione europea in testa.

Questo è l’enorme problema con  il quale ci stiamo confrontando e che forse Mario Draghi avrebbe potuto e dovuto affrontare.

Invece, dà in pasto Arcuri alle becere argomentazioni dei partiti che prima erano all’opposizione ed ora sostengono con i loro voti il suo governo. La colpa di una presunta mancata vaccinazione di massa viene scaricata sulle spalle di Arcuri. Prima viene rimosso il Capo della Protezione civile Angelo Borrelli, poi lo stesso  Commissario straordinario per l’emergenza Covid.

Infine, Mario Draghi, quasi  ricordando una famosa  battuta  del Sindaco di Roma, Gianni Alemanno,  ai tempi di una  memorabile nevicata sulla città, affronta il problema e “chiamo ‘e  esercito”, secondo la famosa battuta diventata un cult in una trasmissione radiofonica di largo ascolto, il Ruggito del Coniglio di Radio2 Rai. Nel caso specifico, ha chiamato  il generale di corpo d’armata, generale degli alpini Francesco Paolo Figliuolo.

Sarà un caso che, anche  negli Stati Uniti, Trump chiamò un generale a guidare l’inizio  della  vaccinazione di massa. La mia esperienza mi dice che  i militari di carriera  è bene  che  facciano il loro mestiere, magari ammonendo i politici a non giocare  con le  armi e le  guerre. In ogni caso,  gli Stati Uniti, hanno visto crescere i morti per Covid dai 400 mila raggiunti il 20 gennaio, ai 513 mila di oggi, perché il vaccino non è una bacchetta magica. Le vaccinazioni di massa hanno i loro tempi e senza cautele (tipo mascherine, distanziamento, chiusure dei luoghi dove  la  gente si ritrova), da mantenere nei tempi prima e dopo l’inizio delle  vaccinazioni, i contagi continuano  e crescere ed anche  i morti.

Questo ammonimento però non piace ai populisti italiani che  cavalcano la stanchezza della gente. Meglio, molto meglio invocare la “vaccinazione di massa”  e nel contempo fare terra bruciata intorno al lavoro difficile, ingrato ma fondamentale di chi impone con i fatti prudenza ai nostri comportamenti.

Mario Draghi  invece sembra aver riservato per sé il compito di rilanciare l’economia del paese. Su questo terreno non vuole interferenze. Con questo obiettivo, ai nuovi partiti giunti al banchetto del governo,  non ha  eccessivi problemi e scrupoli a concedere anche la testa di coloro che hanno lavorato bene, pur con gli immancabili errori, nel fronteggiare la pandemia. Il popolo lo vuole!  E non è finita, presto potrebbe cambiare anche  il Comitato tecnico scientifico. Qualche professore indisponente da mandare via. D’altro canto, dopo i Generali non mancano i Colonelli (ovviamente medici) da utilizzare.

L’immagine è lo scatto ufficiale pubblicato sul sito del Ministero della Difesa.

 

 

 

 

 

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